Lotta alla contraffazione: Burberry vince in Cassazione

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Lotta alla contraffazione: Burberry vince in Cassazione

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Pubblicato da ISF Magazine in Notizie · 18 Luglio 2022
Articolo di Anna Popa (ISF Ufficio Comunicazione)

La riproduzione - senza autorizzazione del titolare - dell’iconico motivo a quadri della casa di moda Burberry (detto “tartan”) costituisce reato di contraffazione anche se non viene riprodotta la denominazione “Burberry”. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, in una recente sentenza dopo una lunga diatriba che ha visto accogliere il ricorso della famosa maison britannica.

Un passo indietro
Nel 2012 i militari del I Gruppo della Guardia di Finanza di Venezia hanno sequestrato circa 4000 metri di tessuto riproducente il famoso motivo a tartan “Burberry Check”. Viene così scoperta un’intera rete distributiva di tessuto contraffatto, che si presentava formalmente come lecita, ma che in realtà occultava un’articolata attività di contraffazione. Secondo la Procura di Pordenone, la merce sequestrata avrebbe potuto fruttare al dettaglio circa 400.000 euro.
Burberry, assistita dallo studio Spheriens, iniziava così la sua lunga battaglia giudiziaria. In primo grado, il Tribunale di Roma rigettava il ricorso della casa di moda, adducendo che i prodotti dell’azienda cinese, seppur identici a quelli venduti da Burberry, non presentavano alcun riferimento al marchio denominativo dell’azienda inglese, necessario a far sì che il consumatore potesse ricollegare il prodotto alla titolare del marchio.
Anche in appello, le richieste venivano rigettate: secondo la Corte, la combinazione del tessuto - a righe beige e rosse su sfondo bianco - non sarebbe stato attribuibile unicamente al marchio Burberry, trattandosi di un generico motivo a tartan scozzese.

La decisione della Cassazione
Da ultimo, la Cassazione, accogliendo il ricorso presentato dallo studio Spheriens, ha annullato la decisione della Corte di Appello, riconoscendo la notorietà del marchio “Burberry Check” e la sua capacità di identificare immediatamente i prodotti che lo recano come provenienti dalla maison.
Con la sentenza n. 576/2020, oltre a modificare l’orientamento espresso nei precedenti gradi dai Giudici di merito romani, “viene garantita una ulteriore tutela a protezione del marchio e della proprietà intellettuale, andando a chiarire i limiti entro i quali si integra il reato di contraffazione del marchio e andando a tutelare maggiormente la fashion industry, settore soggetto a violazioni di varia natura per quanto riguarda l’uso illecito dei marchi da parte di terzi” (Avv. M. Mantelli, 2021).

Cosa dice la legge
Secondo l’art. 473 c.p., si ha contraffazione quando “chiunque, potendo conoscere dell’esistenza del titolo di proprietà industriale, contraffà o altera marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, di prodotti industriali, ovvero chiunque, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati”.
Altre tutele vengono indicate nell’art. 20 c.p.i., le quali sottolineano come la contraffazione sussisterebbe anche quando il prodotto è confondibile con i prodotti originali. Non è necessaria una perfetta identità tra il marchio originale ed il marchio contraffatto, ma è sufficiente che la falsificazione riguardi gli elementi essenziali di quest’ultimo in maniera comunque idonea a trarre in inganno; non viene invece punito il cosiddetto “falso grossolano”.

Vademecum contro la contraffazione: come tutelarsi
Il Ministero dello Sviluppo Economico, ha affermato che non è facile sviare il circolo della merce contraffatta. A tal proposito sono state formulate delle regole base, semplici e concise da seguire. Citiamo alcune:
  1. Prestare particolare attenzione all’acquisto dei prodotti tramite piattaforme o sponsorizzazioni su internet, soprattutto quando viene ribadito il fatto di poter utilizzare il prodotto e poi restituirlo una volta usato.
  2. Non sottovalutare il prezzo: un prodotto troppo economico, oltre ad essere invitante, può essere simbolo di scarsa qualità.
  3. Controllare sempre l’etichetta, ossia la carta di identità del prodotto, e prestare attenzione a ciò che viene scritto.
  4. Acquistare sempre prodotti con imballaggio integro e confezionati.

Riproduzione riservata



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